Il regime degli impatriati in Italia
Confermata la cumulabilità con il regime dei neo-residenti
Dottore commercialista, Studio Associato Piazza
Dottore commercialista, Studio Vignoli
Con il D.Lgs. n. 209/2023 il regime di favore previsto in Italia per i cd. “impatriati” è stato radicalmente rivisto. I redditi di lavoro dipendente e di lavoro autonomo derivanti dall’esercizio di arti e professioni prodotti in Italia da lavoratori che vi trasferiscono la propria residenza concorrono alla formazione del reddito complessivo limitatamente al 50% del loro ammontare (60% in certi casi) per cinque anni, prorogabili di altri tre anni in determinate circostanze. L’Amministrazione finanziaria ha avuto modo di confermare la possibilità di cumulare il “nuovo” regime degli impatriati con quello dei ricercatori e professori (interpello n. 16/E/2025) e poi chiarito anche la possibilità di beneficiare contemporaneamente del regime dei neo-residenti (interpello del 19 dicembre 2025 non pubblicato). La possibilità di cumulo del regime degli impatriati, in particolare con il regime dei neo-residenti, può contribuire agli investimenti nel nostro Paese degli HNWI, ma resta confinata a chi si è trasferito in Italia nei periodi di imposta 2024-2026 in quanto il recente Decreto fiscale ha reintrodotto la possibilità di beneficiare di entrambi i regimi dal 2027.