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2025/9/Politica fiscale/L’iniziativa della Gioventù socialista alla prova del Popolo
Samuele Vorpe (2025) L’iniziativa della Gioventù socialista alla prova del Popolo. Novità fiscali (9) pp. 458-464 ISSN 2235-4573
Politica fiscale
09/2025

L’iniziativa della Gioventù socialista alla prova del Popolo

Analisi del testo costituzionale posto in votazione il 30 novembre prossimo che vuole introdurre una nuova imposta federale sulle successioni e sulle donazioni per finanziare il cambiamento climatico

Samuele Vorpe
Samuele Vorpe

Professore ordinario in diritto tributario presso la SUPSI
Responsabile del Centro competenze tributarie e giuridiche della SUPSI
Of counsel at COLLEGAL Studio legale e notarile Attorneys at law, Lugano

L’iniziativa popolare federale della Gioventù socialista “Per una politica climatica sociale finanziata in modo fiscalmente equo” mira a introdurre un’imposta federale sulle successioni e donazioni con aliquota del 50%, applicabile alle devoluzioni mortis causa e inter vivos eccedenti una franchigia unica di 50 milioni di franchi. La competenza per la riscossione viene affidata ai Cantoni, i quali mantengono invariato il loro diritto di assoggettare le successioni e le donazioni. Di conseguenza l’imposta sulle successioni e sulle donazioni, in caso di accettazione, potrebbe essere prelevata in forma concorrente tra Confederazione e Cantoni. Dato che la votazione è stata stabilita il prossimo 30 novembre, in caso di accettazione popolare la nuova imposta federale si applicherebbe alle devoluzioni mortis causa e inter vivos avvenute dopo il 1° dicembre 2025. Il gettito, da ripartire tra Confederazione (due terzi) e Cantoni (un terzo), è vincolato al finanziamento di misure in ambito climatico e sociale, in particolare nei settori del lavoro, dell’alloggio e dei servizi pubblici. L’iniziativa prevede che il Consiglio federale adotti entro tre anni dall’eventuale accettazione popolare delle disposizioni di esecuzione. Si pone qui la questione di sapere se sia costituzionalmente ammissibile introdurre delle misure antielusive retroattive per contrastare i trasferimenti di contribuenti facoltosi all’estero. Il Consiglio federale ha risposto negativamente a questo quesito, così come alla possibilità di introdurre una exit tax. Infine, secondo le stime dell’AFC, l’iniziativa se accolta dovrebbe portare ad una riduzione del gettito fiscale rispetto ad oggi, considerando che la partenza di contribuenti all’estero avrà quale effetto negativo la riduzione del gettito ordinario derivante dalle imposte sul reddito e sulla sostanza.

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