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2023/9/Diritto societario/I piani di partecipazione dei collaboratori
Lorenza Ferro (2023) I piani di partecipazione dei collaboratori. Novità fiscali (9) pp. 562-575 ISSN 2235-4573
Diritto societario
09/2023

I piani di partecipazione dei collaboratori

Aspetti di diritto societario dei piani di partecipazione adottati da società non quotate in borsa

Lorenza Ferro
Lorenza Ferro

Avvocato, Partner
studio legale Kellerhals Carrard Lugano

si ringrazia Katarina Mirkovic, MLaw dello studio legale Kellerhals Carrard Lugano per l’aiuto nella stesura dell’articolo.

I piani di partecipazione dei collaboratori permettono alle società (incluse quelle non quotate in borsa) di allineare gli interessi degli azionisti a quelli dei propri dipendenti e consulenti chiave oltre che di fare in modo che gli stessi siano incentivati a rimanere all’interno dell’azienda per un periodo identificato. Varie tipologie di piani sono possibili, a dipendenza delle esigenze delle parti coinvolte, fermo restando che l’impatto fiscale deve pure essere attentamente valutato. La responsabilità principale per l’adozione dei piani di partecipazione e per la sua configurazione spetta al Consiglio di Amministrazione della società. L’Assemblea Generale è competente per l’adozione di delibere di aumento di capitale necessarie per l’adozione del piano, nel caso in cui lo stesso non possa essere implementato dalla società con azioni proprie. Nel caso in cui fosse necessario procedere con un aumento di capitale lo strumento maggiormente utilizzato è l’aumento di capitale condizionale, con soppressione del diritto di opzione degli azionisti esistenti. Infine, grande importanza riveste la decisione sul prezzo a quale i diritti di partecipazione sono attribuiti o possono essere esercitati. Il prezzo determina, infatti, anche la qualifica giuridica dei piani di partecipazione e potenzialmente, nel caso in cui, quale conseguenza dell’attribuzione o esercizio inferiore al valore di mercato, se l’attribuzione di azioni o diritti di opzione costituisce salario (strictu senso) pagato in natura con l’applicazione di norme imperative di diritto del lavoro che potrebbero interferire con il piano stesso.

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