2022/N°5/Diritto tributario internazionale e dell'UE/Le aliquote variabili dei Cantoni ai fini dell’applicazione delle discipline CFC, in particolare quella italiana
Andrea Ballancin, Samuele Vorpe (2022) Le aliquote variabili dei Cantoni ai fini dell’applicazione delle discipline CFC, in particolare quella italiana. Novità fiscali (5) . pp. 266-275 ISSN 2235-4573

Diritto tributario internazionale e dell'UE

05/2022

Le aliquote variabili dei Cantoni ai fini dell’applicazione delle discipline CFC, in particolare quella italiana

Strumento utile o effetto boomerang per le società interessate?

Andrea Ballancin
Andrea Ballancin

Professore Aggregato di diritto tributario presso l’Università del Piemonte Orientale
Avvocato e Dottore Commercialista,
MB Associati, Milano

Samuele Vorpe
Samuele Vorpe

Professore SUPSI di diritto tributario
Responsabile del Centro competenze
tributarie della SUPSI
Of counsel at COLLEGAL Studio legale
e notarile Attorneys at law

La disciplina CFC costituisce uno degli strumenti principali per combattere la concorrenza fiscale dannosa e l’artificioso spostamento di utili da uno Stato verso Stati e territori che offrono delle condizioni quadro fiscali vantaggiose (o privilegiate). In considerazione del ruolo centrale accordato
al livello di tassazione del soggetto estero ai fini dell’operatività della disciplina, una dozzina di Cantoni svizzeri ha emanato specifiche normative volte ad aumentare il carico fiscale cantonale e comunale delle imprese residenti controllate da soci non residenti, al fine di raggiungere un congruo
livello di tassazione effettiva tale da rendere inefficace la disciplina CFC. Non sempre però queste disposizioni sono efficaci, in particolare quando esse stabiliscono un aumento “volontario” del carico fiscale, così come previsto dal Ticino e da Zugo. Questo è, infatti, quanto ha deciso la Corte tedesca
in una pronuncia che ha riguardato una società irlandese. Anche l’Agenzia delle Entrate con la Circolare n. 18/E del 27 dicembre 2021 sembra seguire lo stesso orientamento. Seppur maggiormente problematico da un punto di vista costituzionale, l’aumento “obbligatorio” (o d’ufficio) del carico fiscale da parte dell’Autorità fiscale, previsto da un  gruppo di Cantoni, appare senz’altro più compatibile con le discipline CFC estere. Una soluzione interna per rendere questo aumento più rispettoso dei principi costituzionali potrebbe essere quella di ammettere la revisione della tassazione cresciuta in giudicato, con conseguente riduzione del carico impositivo cantonale, nel caso cui l’aumento dovesse essere in seguito disconosciuto dall’Autorità fiscale estera.

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