2022/N°7/Diritto tributario italiano/L’evoluzione della prassi italiana sulla tassazione del secondo pilastro svizzero
Francesco Baccaglini (2022) L’evoluzione della prassi italiana sulla tassazione del secondo pilastro svizzero. Novità fiscali (7) . pp. 396-398 ISSN 2235-4573

Diritto tributario italiano

07/2022

L’evoluzione della prassi italiana sulla tassazione del secondo pilastro svizzero

L’Agenzia delle Entrate è tornata sul tema della tassazione delle prestazioni erogate dalla previdenza professionale obbligatoria svizzera (LPP) laddove un intermediario finanziario non opera la ritenuta alla fonte

Francesco Baccaglini
Francesco Baccaglini

Master of Advanced Studies SUPSI in Tax Law
Avvocato, fiduciario commercialista
Partner di Alvarium Investment Managers (Suisse) SA, Lugano

Con due chiarimenti emessi nel corso del 2021, l’Agenzia delle Entrate ha parzialmente corretto la propria posizione in tema di tassazione del secondo pilastro previdenziale svizzero (LPP) percepito da un residente italiano laddove il prelievo non è soggetto alla ritenuta del 5% operata da un intermediario finanziario italiano. Già in passato il tema era stato affrontato dall’Amministrazione finanziaria con una posizione che era stata criticata sulle pagine di questa rivista. Ora afferma che la tassazione sostitutiva con l’aliquota del 5% possa essere applicata direttamente dal  contribuente, purché intervenga un intermediario finanziario italiano nel pagamento del provento al fine di garantire la tracciabilità del flusso. Rispetto al passato, l’Amministrazione finanziaria chiarisce che non è necessario che lo stesso intermediario applichi la ritenuta del 5%.

Questo sito utilizza cookies di terze parti per l’analisi dei dati e per offrire la miglior esperienza di navigazione possibile.
Se vuoi saperne di più clicca qui. Cliccando sul pulsante accetto o scorrendo questa pagina, accetti i termini della nostra privacy policy.

Accetto